11 novembre 2011

risparmio

(miglior commento sentito sulla situazione) Se proprio dobbiamo risparmiare meglio un monti che tre-monti
Pubblicato da iraniano a 16:24 | 0 commenti  
4 novembre 2011

proposta di contrasto d'interessi

Da molti anni si ventila la questione del contrasto di interessi, cioè di fornire l’incentivo al cittadino di richiedere regolare ricevuta fiscale all’atto dell’acquisto al fine di potersi dedurre il costo in sede di dichiarazione dei redditi.
Questa ipotesi sostenuta da molti, forse dalla maggioranza dei cittadini, almeno è quello che mi pare di percepire, sarebbe in potenza l’uovo di colombo per far emergere il nero: confinando l’economia sommersa a un livello fisiologico e recuperando gettito irpef, iva, irap e previdenziale.
Il sistema del contrasto di interessi colpisce i soggetti a valle del processo produttivo, l’ultimo soggetto, quello cioè che intrattiene rapporti economici con i privati, ed è qui che si annida la parte rilevante dell’economia sommersa. Per cui se da una parte il cittadino-consumatore si vede ridurre le imposte grazie alla deduzione delle spese sostenute, il cedente non può più nascondere al fisco i ricavi realizzati.
Stante questa ulteriore premessa mi pare che il problema principale di questo sistema sia l’enorme aggravio gestionale per il contribuente, l’amministrazione finanziaria e i CAF.
Questo il problema operativo.
Il contribuente dovrebbe conservare tutte le ricevute delle proprie spese sia per l’anno di dichiarazione sia degli anni precedenti (sino al termine di decadenza dell’azione di accertamento da parte dell’amministrazione finanziaria). Un garage dedicato alle ricevute, mentre per l’amministrazione finanziaria il controllo formale dei documenti diventerebbe un’attività ciclopica e per i CAF la predisposizione delle dichiarazioni quasi impossibile. Il tutto senza la possibilità di incrociare i dati derivanti dalle ricevute presentate con le dichiarazioni dei soggetti emittenti le ricevute in modo rapido ed economico.
Se il problema è l’inoperatività del meccanismo, ma si concorda con il sistema del contrasto di interessi almeno in linea di principio, esiste una soluzione complessa ma non complicata per risolverlo.
L’ipotesi di lavoro che vado a proporre per la discussione ha numerosi pregi e un difetto che cerco di evidenziare in chiusura. Naturalmente ha anche dei buchi che tralascio per sinteticità, al fine di concentrami sulla parte rilevante.
Questa è l’architettura del sistema.
Il cittadino ha a disposizione due modalità di pagamento: banconote o plastica (carta di debito/credito, bonifico, ecc).
Se utilizza la plastica, è la banca che comunica all’amministrazione finanziaria con cadenze fisse (mensili ad esempio) un flusso dati contenente: il codice fiscale dell’ acquirente, il codice fiscale del cedente, la data, l’importo, e l’aliquota iva applicata (spiego poi il perchè dell’aliquota iva).
Certo questo comporta un onere per la banca, ma penso che possa essere compensato dai maggiori introiti derivanti dall’utilizzo dello strumento di pagamento, anche per una considerazione che espongo in chiusura. Inoltre le banche sono organizzazioni sufficientemente strutturate in grado di gestire sistemi informatici complessi e per i quali si potrebbe prevedere in fase di implementazione eventuali sconti fiscali.
Se l’acquirente decide di utilizzare il contate per potersi dedurre il costo è necessario che richieda lo scontrino parlante (quello della farmacia, utilizzando la tessera sanitaria).
Successivamente è il venditore che in sede di comunicazione al proprio commercialista dei dati iva per le liquidazioni periodiche (che attualmente è tenuto a effettuare con cadenza mensile o trimestrale a seconda del regime) presenta anche una memoria esterna del registratore di cassa che contiene il flusso dati prima indicato. A questo punto il commercialista si impegna a trasmetterlo attraverso il canale telematico già in uso obbligatoriamente tra intermediari e amministrazione (Entratel). (preferibilmente i terminali fiscali dovrebbero essere collegati in rete con l'amministrazione finanziaria ma nei casi in cui non esiste connessione internet il sistema su esposto è applicabile).
Si rende necessario naturalmente la realizzazione di misuratori fiscali di nuova generazione adatti allo scopo. La capacità tecnologica è ad oggi ampliamente disponibile.
Il cittadino ha solo l’onere di utilizzare la tessera sanitaria. La certificazione, valida ai fini fiscali per la deduzione delle spese, è già in mano all’amministrazione e il cittadino può interrogare la propria posizione attraverso il canale telematico già esistente (fisco-online) da cui può visualizzare e stampare il calcolo delle deduzioni riconosciute.
Attraverso questo sistema si azzererebbero tutte le detrazioni e deduzioni oggi spettanti o quasi, producendo un sistema simile a quello oggi applicabile al reddito d’impresa ( ricavi meno costi ).
Per quanto riguarda la deduzione dei costi si potrebbe ipotizzare inversamente proporzionale alle aliquote iva e qui ritorno alla questione tralasciata prima. A puro titolo di esempio per i beni/servizi soggetti al 4% iva una deduzione pari al 60%, per quelli al 10% la deduzione al 50%, e quelli al 20% deduzione del 40%. Le percentuali non sono un problema sia in merito alle deduzioni sia in merito alle aliquote irpef. I due vincoli sono parità di gettito complessivo rispetto all’attuale e una deduzione minima superiore allo sconto effettuato dal cedente per non produrre la ricevuta ( come nel sistema attuale che ti offre uno sconto di imposta del 19% domani in sede di dichiarazione, contro uno sconto del cedente oggi del 20%). Si tratta di fare delle simulazioni.
Il perchè dell’utilizzo delle aliquote iva come discriminante per le percentuali di deduzioni è riconducibile al fatto che già la tabella iva ingloba un regime di favore nei confronti di alcune tipologie di beni, attribuendo agli alimenti, ad esempio, una aliquota ridotta al 4%. Mi pare dunque ragionevole utilizzare come approssimazione per la rilevanza sociale della spesa che meritano un trattamento di favore (iva più bassa deduzione più alta) una tabella già disponibile e già utilizzata anzichè crearne una ex-novo.
Attraverso questo sistema si annullerebbero le cause di inoperatività evidenziate in premessa.
Il contribuente non deve fare altro che dichiarare i redditi prodotti, sottrarre le deduzioni e quello che rimane è il reddito imponibile soggetto a tassazione (con nuove aliquote da stabilire in sede di simulazione). Credo che sia preferibile consentire una deduzione parziale e non totale delle spese per garantire convenienza in termini di gettito a livello aggregato e anche per evitare aliquote sul reddito imponibile troppo elevate che potrebbero essere percepite come punitive.
Di seguito elenco i pregi principali.
  • E’ un sistema complesso ma non complicato.
  • La tecnologia è disponibile.
  • Il minor gettito irpef derivante da reddito da lavoro è compensato dal gettito da lavoro autonomo, reddito d’impresa e maggior gettito iva. (sono necessarie simulazioni, ma mi pare realistico)
  • Colpisce il risparmio (anche se un concetto di risparmio allargato, stanti le deduzioni parziali) il che produce minor pressione fiscale sui soggetti con redditi medio bassi. Quelli cioè che consumano interamente il proprio reddito (si possono poi prevedere come correttivi detrazioni per portare l’imposta a zero per i redditi molto bassi).
  • Colpisce il risparmio allargato che è funzione del potere d’acquisto (a parità di reddito nominale l’imponibile fiscale è più elevato nelle aree dove il costo della vita è più basso) un meccanismo di contribuzione assai più rispettoso dell’art 53 della costituzione.
  • Il circolante cartaceo si riduce vista la maggior semplicità della plastica
  • ( accelerando la riduzione dell’economia sommersa che si nutre di contante) mentre la maggiore provvista bancaria potrebbe compensare le banche dell’onere relativo al flusso dati.
  • La maggior provvista bancaria dovrebbe generare maggior impieghi e quindi
  • maggiori investimenti.
  • Grazie a flussi dati a cadenza mensile sull’Iva riscossa dai sostituti si potrebbe pensare di introdurre l’iva monofase (ovvero la gestione iva caricata solo sull’ultimo anello della catena distributiva) alleggerendo di molto la gestione amministrativa di milioni di imprese ed eliminando alla radice le frodi iva (è da valutare la compatibilità con le direttive europee).
  • L’amministrazione finanziaria azzererebbe i controlli sui piccoli soggetti commerciali, concentrando gli sforzi sui medi e grandi contribuenti, elusione fiscale, frodi ed evasione attraverso operazioni su estero. Fenomeni odiosi e iniqui.
  • Il controllo sui redditi sarebbe totale o quasi e non a campione: tutti gli anni, strutturalmente.
  • Il costo di realizzazione del sistema non mi sembra astronomico. Richiederebbe dei costi fissi alla partenza ma bassi costi variabili di gestione.
Il difetto macroscopico è il sistema orwelliano da grande fratello. Ripeto però che a l’amministrazione non interessa cosa si compra e quando: giorno e ora ma solo l’identificazione del cedente, dell’acquirente, l’importo, l’aliquota Iva, e almeno il mese ed anno per incrociare i dati con quelli dei versamenti iva dei sostituti.
Ritengo per le premesse fatte il costo minore dei benefici prodotti.
D’altronde nella battaglia contro l’evasione dobbiamo convincerci che maggiori sono le informazioni in possesso dell’amministrazione più efficace è l’attività di contrasto. Se si fornissero solo informazioni parziali, per tutelare la privacy, si produrrebbero risultati parziali. Questo punto è ineludibile ed è quello che avviene oggi, nonostante gli sforzi sul contrasto all’evasione il fenomeno rimane enorme e dilagante.
Questo il succo. Ci sono molti buchi come ad esempio l’acquisto di beni durevoli, o i prestatori di servizi per i quali si potrebbe prevedere l’obbligatorietà del nuovo misuratore fiscale, il rapporto tra imposta sul reddito e reddito d'impresa e sicuramente tanti altri sui quali ragionare.

Spero che possa essere un'utile ipotesi di lavoro.
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21 gennaio 2010

processo a scadenza

oltre la vergogna del provvedimento, volendo criticare senza scendere sulla solita affermazione: un'altra legge ad personam, peraltro palese. Penso che uno stato che impone dei tetti ai tempi dei processi anzichè ridefinire il processo con il legittimo obiettivo di ridurne i tempi, garantendo al contempo l'equilibrio delle parti in causa, è uno stato rinunciatario che abdica alla sua funzione più importante: l'amministrazione della giustizia. Nemmeno il più talebano dei liberisti sosterrebbe che sia preferibile una giustizia amministrata dai privati. Lo stato rinuncia, lascia tutto com'è, nella consapevolezza che il nostro sistema ha raggiunto ormai inefficienze patologiche.
Pubblicato da iraniano a 20:46 | 0 commenti  
20 gennaio 2010

emma vs baffino

Sono felicissimo della candidatura della Bonino nel Lazio.
Lo stratega baffino se ne pentirà, perchè la Bonino è in grado di lavorare bene, talmente bene da dimostrare agli italiani che i radicali sono un'alternativa di governo, e non come dipinti e percepiti un gruppo di liberali, liberisti e libertari..... ma soprattutto libertini.
Questa breccia nel PD è la più grande occasione di sempre. Auguri Emma

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7 ottobre 2009

lodo alfano

Estratto da sentenza della corte costituzionale 20 gennaio 2004 n.24 (lodo schifani)

.....Né va omesso di considerare che il principio di eguaglianza rientra tra i principi fondanti della Carta costituzionale, derogabile solo dalla stessa Costituzione o con modifiche costituzionali adottate ai sensi dell’articolo 138 Costituzione, come risulta confermato dal fatto che tutte le prerogative riguardanti cariche o funzioni costituzionali sono regolate da fonti di tale rango (articoli 90, 96 e 68 Costituzione ed articolo 3 della legge costituzionale 1/1948, che ha esteso ai giudici costituzionali le immunità accordate ai parlamentari dall’articolo 68, secondo comma, Costituzione, nel testo allora vigente). Conseguentemente, da questo punto di vista, l’impugnato articolo 1, comma 2, della legge 140/03 (lodo schifani), in riferimento al comma 1 della stessa disposizione, si porrebbe in contrasto con l’articolo 3 Costituzione........

Da i commenti di oggi

......Mai La corte costituzionale aveva fatto cenno alla necessità di una Legge Costituzionale........
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5 ottobre 2009

Napolitano

non nei modi ma sono d'accordo con Di Pietro sul fatto che Napolitano abbia abdicato al suo ruolo di garante della costituzione. Napolitano dice che è la costituzione che gli impone di firmare. D'accordo da un punto di vista di principio. Ma la costituzione non prevede sanzioni, se il governo decide di utilizzare lo strumento dei Decreti Legge in mancanza dei prescritti motivi di necessità e urgenza ( un decreto legge omnibus è insindacabilmente privo dei requisiti costituzionali) forzando così il parlamento alla rapida conversione senza dibattito in aula e apponendovi la fiducia, trovo che il garante della costituzione non possa far altro che forzare la costituzione dicendo: io non firmo, agirò pure in contrasto con la costituzione, ma se non la smettete di abusare di questo strumento non posso fare altrimenti.
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25 settembre 2009

l'approfondimento all'italiana

Da tempo mi chiedo il perché in Italia le trasmissioni televisive di dibattito politico si traducono in puri battibecchi offrendo ben poco al telespettatore per farsi un’idea delle questioni affrontate. A volte mi capita di vedere Hard Talk sulla BBC e mi dico: Questo si che è un modello informativo desiderabile.

Non mi voglio prolungare in questi termini. L’idea malsana che mi sono fatto osservando i dibattiti televisivi è che ci troviamo di fronte a un gioco in cui l’equilibrio che ne è scaturito è un’aberrazione.

Il gioco, in termini non formali e incompleti, è il seguente: due gruppi di giocatori Giornalisti, Politici. definiamo il loro obiettivo: la visibilità.

Tale definizione dell’obiettivo, assolutamente arbitraria e sindacabile, è il movente del gioco. Per i Giornalisti l’obiettivo è lo share, per i Politici la possibilità di auto-segnalazione verso l’Elettore. I Giornalisti per ottenere uno share elevato sanno che è necessario avere in trasmissione “ospiti importanti”. E’ ragionevole pensare che gli Elettori considerino una trasmissione meritevole di interesse se gli ospiti sono coloro che sono in grado ex-post di esercitare effettivamente le scelte politiche. Quindi i Giornalisti invitano alla trasmissione i vari ospiti cercando di spuntare più “pezzi grossi” possibili. D’altro canto i Politici necessitano di essere invitati, per ottenere visibilità, ma tale visibilità è influenzata da due variabili: i minuti a disposizione, e la possibilità di non essere falsificato ovvero di uscire dall’eventuale contradditorio in una posizione non negativa. Qua è necessaria una breve qualificazione ed esemplificazione. Con il termine non-falsificazione intendo dire la possibilità di concludere il dibattito non mutando l’orientamento, l’approvazione, la percezione di autorevolezza da parte dell’Elettore. E’ il caso classico del dibattito in cui entrambi i contendenti, a supporto delle proprie tesi, snocciolano cifre negando a vicenda l’attendibilità di quelle della parte avversa, senza che lo scontro si concluda con una chiarificazione su cosa “rappresenta il reale” e lasciando quindi in una posizione di “stallo” l’Elettore, che solitamente non ha la voglia e/o gli strumenti per verificare autonomamente. E quindi attribuisce una verità alle informazioni ricevute in base ad altri parametri: la simpatia, l’eleganza o quello che preferite. E’ chiaro che, nella malaugurata ipotesi in cui il Politico si trova ad essere falsificato, il minutaggio ha una ricaduta negativa sulla sua visibilità. Un esempio lo trovate qui, http://www.youtube.com/watch?v=j1DiM6UluCA , autorevolezza a parte, vi prego di notare il brusio di sottofondo.

Dunque i Politici accettano l’invito se gli è garantito un minutaggio soddisfacente e la presunzione di non essere falsificato, altrimenti non vanno. Siccome esiste una competizione tra i Giornalisti per accaparrarsi i Politici o meglio il sub-set di “autorevoli” e questi hanno sempre a disposizione un invito alternativo, le scelte operate dai Politici tenderanno a selezionare i format televisivi accondiscendenti o comunque non incalzanti.

D’altro canto i Giornalisti per non vedersi spogliare dei Politici di punta sono costretti a una competizione al ribasso sul piano informativo. Basti notare che a domanda del conduttore, anche se non pericolosa, il politico preferisce autogestire il proprio spazio parlando di ciò che lo aggrada, portando il sistema ad un equilibrio di lecchinaggio.

Il risultato è che Porta a Porta diventa un “focal point” al quale il sistema converge.

Pubblicato da iraniano a 20:02 | 0 commenti  
19 settembre 2009

L'appello di Bersani mi ha convinto: scelgo Marino

Bersani chiede agli Italiani di pensare se questo quindicennio di Berlusconismo ha portato qualche miglioramento nella nostra vita: si sta meglio? meno tasse? servizi pubblici più efficienti? Sono d'accordo. Obiettivamente la speranza riposta in uno che ha fatto "i soldi" e che avrebbe reso anche gli italiani più ricchi, se questo è un valore, non si è avverata. Ma poi penso: Bersani era ministro nel 96, nel 99, nel 2006 oltreché membro della segreteria nazionale. Se il paese non va è anche colpa sua, di D'Alema e tutta l'attuale dirigenza. Si, d'accordo, Berlusconi ha i suoi demeriti, ma se ha avuto la possibilità di governare sarà colpa anche dell'attuale opposizione o no? Con questo non dico che Bersani, D'Alema e co. sono dei coglioni...per carità! C'hanno provato, ma non ha funzionato.
Basta. Grazie. Siete stati utili, sarete utili nel dibattito, ma per favore un passo indietro, i vostri tentativi li avete fatti. Non potete venire a chiedere possiamo ri-ri-ri-provare? E allora meglio il nuovo, cambiamo tutto! a cominciare dal segretario di un partito che si vuole proporre come nuovo, diverso, più democratico ( primarie Veltroniane a parte, cosa che al tempo mi fece alquanto incazzare. Uh, uh!! facciamo le primarie...si vabbè però il segretario deve essere Veltroni. Alla faccia del partito democratico! E anche queste non mi convincono un granché per par condicio). Se questo gruppo dirigente non vuole Marino allora lo scelgo (così, fra l'altro, si toglie dalle palle la Binetti!).
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15 settembre 2009

ri-Costruzione a qualunque costo

Questa sera in gran fanfara, peraltro obbligata per i teledipendenti, si prepara la consegna delle prime abitazioni ai terremotati d'Abruzzo. Mr.B ne ha fatto una questione d'onore e credibilità. C'è da dire che le costruzioni delle new town stanno andando in fretta, considerata la pachidermica lentezza italiana e questo è un bene pensando a chi deve dormire a l'agghiaccio. Tuttavia nella foga e necessità di fare in fretta mi permetto di fare alcuni conti. nei comuni intorno a L'aquila (quelli nei quali sono previsti i nuovi insediamenti) il prezzo al metro quadro di un immobile di nuova costruzione oscillava tra i 1600 e i 1800 nel II semestre 2006 (dati qui) sempre sul sito FIAP si evidenzia per il 2007 una lieve riduzione di prezzo...altro non è disponibile. tengo per buono il riferimento al II sem. 2oo6. Questi i costi delle nuove abitazioni appaltate (dati qui) da cui emerge, ipotizzando 4000 case (così dichiarate) di 75mq, un costo al mq di 2370. Questo è il costo non il prezzo di vendita, tra l'altro al netto del terreno e francamente mi pare un po' tantino. Se cementificazione doveva essere è stata fatta nell'interesse di pochi a spese degli italiani e degli abruzzesi che si aggiudicano 2 appalti su 16. Naturalmente le case sono fornite di televisore e santino "Silvio ovunque proteggimi".
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13 luglio 2009

PD e questione morale

Mi sono stupito del fatto che si sono subito prodigati a cacciare lo stupratore romano dal PD.
Marino con un'uscita poco felice ne ha sollevato la questione morale.
A me pare strano come, in un paese di garantisti, la condanna per questo indagato è stata immediata pur essendo il segretario di un circolo. Mentre per alcuni soggetti condannati con sentenza definitiva che siedono in parlamento la questione non si apre. C'è una bella differenza tra un indagato che rappresenta un circolo e un condannato che rappresenta il paese. Questa è la differenza tra avventarsi contro lo sconosciuto, che non ho alcun interesse a difendere, e salvare il compare turiddu.
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23 febbraio 2009

E' nato Jonah


il giorno 12 febbraio 2009 è nato jonah, che dire so' babbo.
Nato nel giorno del bicentenario della nascita di Darwin, abbiamo deciso di dargli il nome di un profeta....ma un profeta minore si dovesse montare la testa.
Pubblicato da iraniano a 18:26 | 0 commenti  
26 novembre 2008

le banche ci salveranno dalla crisi?

Provo a ragionare di crisi. Stating the obvious: il fenomeno della depressione è dovuto in massima parte alla crisi di liquidità, la cosiddetta trappola della liquidità. I soldi ci sono. Non è che qualcuno li ha bruciati, fatta eccezione per quelli fittizi della crescita dei valori azionari, è solo che circolano meno. Una volta si diceva: stanno sotto il mattone.
I governi tutti si sono apprestati a varare strumenti di tutela del risparmio, ovvero garanzia dei deposti bancari, al fine di evitare la corsa allo sportello come nel '29. Dunque, le banche hanno provvista ma dove la impiegano? Le banche non la tengono sotto il materasso. Proviamo a ragionare come un sano banchiere. Allora, mutui per le case.......mmmmmh......con i prezzi in ribasso e gente che perde il posto di lavoro, forse non è il momento migliore. Finanziamenti alle imprese? Ma.......se nessuna compra chi me lo fa fa? Cos'altro? Mumble, mumble. Ci sono! In borsa .  Di questi tempi la borsa va in continua altalena: +6% oggi, -10% domani, +8% dopodomani. Gli speculatori devono recuperare quanto è stato bruciato. Se imbrocco l'onda giusta faccio soldoni. Il momento è propizio, quand'è che ricapita di guadagnà (forse) il 10% o più in un giorno? In tempi normali, con domanda che pareggia l'offerta, operare in borsa rende poco: nel breve la crescita è lenta. Si consiglia infatti di oprare in valori azionari con prospettive di lungo periodo. Ma oggi.....eheheheh! C'è di che fare festa. Ma se va male? E becchi la risacca? C'è da farsi mooolto male. Ah, aspetta! Tanto i depositi li copre lo stato. Che ce frega.....rischiamo! Il fenomeno si chiama "azzardo morale". Ecco come assicurare una crisi profonda e pulizia nel sistema finanziario. Probabilmente mi sbaglio e sono catastrofista, ma come dice Berlusconi: in tempi di crisi c'è bisogno di ottimismo. Sotto di lui sto tranquillo.
Pubblicato da iraniano a 19:28 | 3 commenti  
13 novembre 2008

libera

Un addio a Eluana Englaro, pur nella tragicità dell'evento finalmente si da la possibilità di liberarla da una prigione senza sbarre. La posizione della chiesa cattolica è assurda: interrompere l'alimentazione e l'idratazione è un omicidio, mentre mantenere artificialmente in vita una persona che "naturalmente" ci lascerebbe è doveroso.  La cassazione ha offerto una risposta ragionevole ma soprattutto umana. Utilizzare interventi di sospensione della morte in casi clinicamente irrecuperabili non credo sia etico, anzi addirittura si potrebbe dire in contrasto con il naturale e quindi con il divino. Intendiamoci la capacità più importante dell'uomo è modificare l'ambiente a proprio favore invece che subirlo... anche questo è naturale, ma appunto ha dei limiti.
Pubblicato da iraniano a 19:27 | 1 commenti  
10 novembre 2008

informatizzazione PA

oggi dovevo guardare una visura ipotecaria sono andato sul sito dell'agenzia del territorio e ho scoperto con incredulità che è possibile accedere al servizio comodamente da casa via internet. Bene mi sono detto, finalmente. Poi scorro un po' e noto che il costo del servizio on-line rispetto allo sportello è maggiorato del 50% e mi chiedo il perché. 
Pubblicato da iraniano a 21:37 | 2 commenti  
27 ottobre 2008

Gelmini e protesta

Non capisco come la Gelmini e il governo tutto  possa dire che la protesta sulla scuola e università sia espressione di qualche migliaio di persone e che sia ideologica, riporto qui una articolo de La Stampa. D'accordo si può discutere sul fatto che (sempre che questo sia "effettivamente" vero) le occupazioni non consentano il regolare svolgimento delle lezioni, ma che la protesta sia un movimento alimentato dalla politica è ridicolo. E' chiaro che l'organizzazione delle manifestazioni sia portato avanti da gruppi organizzati anche politicamente, ma questo rimane una movimentazione della società civile. Ho visto oggi al TG1 la "contro-protesta" della destra, di fronte a non ricordo quale questura, per richiedere il regolare svolgimento delle lezioni. Dei quattro gatti inquadrati nessuno mi pareva in età universitaria ... almeno spero per loro. E poi mi vergogno del sistema di informazione per troppo tempo si è parlato di università in rivolta contro la Gelmini (ovvero il D.L.137/08) quando principalmente il motivo della protesta è la Legge 133/08 ovvero il taglio ai fondi ordinari e il blocco del turnover, bastava guardare un po' di striscioni. 
Pubblicato da iraniano a 15:06 | 0 commenti  
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